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UNA IN BENE,
E
UNA IN MALE
DRAMMA GIOCOSO PER MUSICA
xA Sei Voci
DI GIUSEPPE FOPPA VENEZIANO
DA RAPPRESENTARSI NEL RIMUOVA TO
TEATRO VALLE
Deir Itimi Sigg. Capanna Il Carnevale dell' Anno x8oj.
I N ROMA,
Presso Michele Puccinelli a Tor Sanguigna
Con approvazione
PERSONAGGI.
ALINDA sotto tutela di Tibatdone Giovane accorta , ed intrapendente . Sig. Antonia Falzi . *
D< TIBALDONE Uomo di mezza età , bur- bero , ed Amante geloso della Pupilla . Sig. Francesco dlbertarelli . LUCINDO Amante d' Alinda . Giovane vi- vace , e amorosa . Sig. Serafino Gentili . PATACCA Uomo faccendiere , sommamen- te destro , ed ardito « . Sig. Gaetano Gkedinì. ERNESTA sotto tutela di Febronio. Giqva* ne disinvolta •
Sig. Anna Sai/in elli . I>. FEBRONIO Fratello di Tibaldone , spre- giudicato , ed allegro di mezza età . Sig. Giuseppe de lacobis .
Comparse .
La Scena si finge in Firenze .
La Musica è del Sig. Ferdinando Par Maestro di Cappella air attuale servizio di S A.S. V Elettore di Sassonia .
Primo Violino Sig. Giovanni Maria Pelliccia.
Inventore % e Pittore delle Scent Sigi Luigi Tasca Celebre Architetto , Pittore {Teatrale , ed Ac« cademico Fiorentino •
Sarto da Donna Sig. Federico Marchesi . Sarto da Vo&o Sig* Giuseppe Michisanti.
ATTO PRIMO.
SCENA PRIMA*
Piazzetta . Lucindo , poi Tibaldone , in fine Ernesta , e Ftbronio. lue* \T ita all' alma o amor tu sci,
, V Bella fiamma accendi in petto y Ma se spieghi a un dolce affetto , Implacabil amistà ; Non più, vita sei tormento Cui l'eguale non si dà . (Si concentra in se stesso esce Feb , e se* gttono senza avvedersi l3 uno dall'ai* tro ,fino alla sortita d'Em , e F eb. ) Tib* E'più facil , che una donna *
Custodir di pulci un sacco. Vi corbella , vi dà scacco , ■ Quando attenti non si sta > Ma con queste bricconcellc So ben5 io come si fa Lue. Vaga Alinda amato bene l lib* Alindina Vezzosetta ...
Per te sola o mia diletta A 2 Calma il cor goder potrà .
( esce Em. Feb. ì*quali incontrandosi con Tib. gli ridono in faccia , Egli s'in- quieta , e Lue. stupisce) Em. e Feb. Veh ! chi trovo ! ah ah ah ! ■ Tìb. Uh per bacco l Feb. Che bestiaccia! Lue. Che vuol dire ? Em. Che testaccia! Lue. Dite un pò se non vi spiace, D'onde nasce la questione !
A 2 lib.
4
Tilt. Perchè il mio s'ig. Fratello
( acci n. ruvid. e Feb Lue- ,) E'un bestione, ma massiccio : Lascia andar la sua pupilla (accen. Ove vuole a suo capriccio Etti.) Ma la mia la tengo chiusa , Sotto forte chiavistello , Poiché in testa ho buon Cervello* E so ben come si fa i Feb. Egli sa come si fa
À restar ben corbellato . Em. Cosi a Lui succederà :
Quest'è affare indubitato : . Lue. E una donna ve Io dice riden.a Tifa
Sicché dubbio non ci resta . Tib. Non stordite la mia testa 1
Non vi bado* non vi sento . Strugge l'arti d'una donna , . Tutto vince il mio talento . Vada il mondo sotto sopra Ma ficcarmela non già . A 3 Un riscaldo avete in testa !
Riflettete un sol momento^ ' Contro l'arti d'una donna Giova poco aver talento . Mette il mondo sotto sopra Se ficcar vela vorrà . Tib. parte Lue. Ma che vuol dir I ... Feb. Sentite. U'n galàntuom morì , lasciò due figlie* Sotto la mia tutela una ed è questa f V altra l'ha mio fratel D. Tibaldone* Colla sua estremamente egli è indiscreto ; Io Concedo alla mia Onesta libertà : viviamo insieme
s.
In una stessa, casi, e in separati Appartamenti; ma questa diversa Maniera di pensar forma il soggetto Delle nostre questioni . Lue. Egli è ben strano . Erti. E a segno tal , che sol per gelosia Ha in casa unVecchio , e sordo Servitore, Onde non possa avere mia sorella Corrispondenza- con alcuno. Lue. E dessa ? Feb. Dessa , son persuaso ,
Che non ne possa più . Ern. Ne v'ingannate,
Perche ieri m'ha detto ..ma aspettati aFeb. Siamo in quel luogo . Feb. Vi son schiavo . ( incamminando con Lue. In grazia Seguendoli. Ern. )
Non si potria sapere ?... Ern. Perdonate, Ma attesi siamo . Feb. Ad altro tempo . Addio, parte con Ern. Lue. Seguiamli onde indagare
Quanto al vivo amor mio possa giovare . ( parte dietro ai suddetti ) SCENA I I. Tatacca , poi Lucindo » 3Nfc IT? h vada a dormire Jj Chi viver non sa • Già tutto, nel mondo E'un tanlaranlà . Se asciutto tu sci , Pi allor che hai ricchezza * E ognun t'accarezza ,_~ E inchini ti fa . Già tutto nel mondo
A $ E'
E* un tati ! aratili * Se sei veritiero Diventi seccante; Se a'i birb} t'opponi > Ti dicon birbante ..♦ Eh ! lasciala andare Siccome la va* . Già tutto nel mondo E3 un tanlaranlà . Ma ! fortuna ci vuole a questo mondo ì Altrimenti ..... esce Lue.
Lue. Chi vedo! con allegra sorpresa
Tat. Le son schiavo
Ssg. Eucindo. tue. Oh come qui opportuno
Giungi Patacca mio . Tat. Posso servirvi ? * Lue. Tu puoi giovarmi in cosa , che decide
D'ogni- mio bene . Tat. Eccomi qua . Lue. M'ascolta .
10 sono innamorato alla follìa .
Di certa Alinda : ma non ho potuto
Farle noto che l'amo , né poss'io
Saper se a lei son grato . Tat. V'ha veduto! Lucio la seguì dovunque.
Occhiate , gesti , moti ho messi in opra , Tat. E' poco . Lue. Ed è possibile
11 poter far di più colla ragazza ?
Tat. Ciò davver m'interessa3e perchè mai ?
Lue. Stanimi attento Patacca , e. lo saprai . Una bestia di Tutore La tien chiusa estremamente
Tat. Io l'ammiro , è un Uom prudente , ( con aria indifferente )
7
Lue. Maledetta la prudenza ,
Se mi fa precipitar con fuoco
Uomo alcuno dentro in casa Ei non vuol sia vivo , o morto •
Tat. Io lo stimo , è un uomo accorto
Lue. Maledetta l'accortezza
Se mi giunge a rovinar . Tiene chiusa la ragazza Sotto forte chiavistello .
Tat. Oh 1 il pensiero è proprio bello l
ride forte
Lue. Eh vi al diavol tu , e il suo bello l Vedi i giusti miei deliri E mei stimi -, e me lo ammiri l D'ira , duolo , amore , e smania Mi fai l'anima agitar . (prendendolo aparte , e dicendoli in t no- no positivo , e tranquillo )
Tat. Ma al Tutore la ragazza
10 m'impegno di rubar „ Lue. Che dici mai I che sento 1
A tanto tu t'impegni l Di tenero contento
11 cor mi fai brillar . Ma i mezzi poi ?
Tat. Pazienta. Lue. Ma dimmi almcn . Tat. Prudenza •
Tacete , via partite ,
Lasciatemi pensar. Lue.- Alinda amata speme
Mia sposa ha tu sarai 1
Tu il don da me otterrai a Tat.
Quai devi meritar .
.A 4 Ahi
D
Ah ! il core di contentò
Mi sento in sen brillar . parte Taf. Si tratta qui di fare un Matrimonio : Or dunque all'arme o ingegno mio . Met- D'intorno ad esplorare* tiamei )
A pensare , a scavare ,• e a scrutinare . pv SCENA III. Camera in Casa di Tibaldone . blinda sola • \ Oke cosa è un pò d' amore , Ed un fresco , e buon Marito » Perchè seco ha ri reqmsito Della bella gioventù . E' per questo che un Vecchiotto Ad amare non fi. invito Perch'è senza* il requisito Della bella gioventù . Ah ! se alfine avrò uno Sposo, Qua! lo brama questo core , Il più dolce ardente amore, Fida a lui sapro serbar. A che mai mi riduce il mio Tutore Per la sua tirannìa ! Sì : ardito è^d passo, Ma necessario . Dal balcon lo vidi ' Or ora con Lucindo a ragionare ....'. Eccolo , a noi coraggio , che sarà ? Il fine è onesto . Amor m5 assisterà . SCENA I V. Tibaldone , e detta . Tìb. r^ Ospetto ! Cospettaccio !
\^j ( entra inquietissimo.
jllu CosJ avete
Tutor mio bello! Inquieto mi parete . (sempre con accorte maniere .
9
Tìb.^ E eome ! e Come i *L*lh Dite ....
Tib. Crederesti (con gran movimento versa
Di farmela tenere, (la quinta come se
( l' avesse con uno dentro la Scena .
Mi. Ma in grazia ... Tìb% Ti darebbe
V animo di far Lotta
Con un par mio f ( come sopra e non
( badando ad Min.
Mi. Ma almeno ... Tib. CW è A avocato...
•Alt. 'Un poco *.. 7/&. Laureato
In Latino Sermone ... •Ali. Io credo ... Tib. Infarinata
In Chimica, e Bottanica ... Mi. Vorrete. Tib* Fisica, Matematica
Statica , ed Idrostatica ... Mi. Oh dio! Sareste forse (finge somma In collera Con me i ( rammarico.
Tib. In collera con tei Colomba mia !
Tutt* altro o cara ..«« Mi. Voi siete sudato !
Venite qua , vi vuò asciugar.
( h asciuga col fazzoletto . Tib. Che tortora !
Sappi che questionai con queHa bestia Di mio fratello , e con un giovinetto , Chequi vicin trovai; tut-to per causa ... Ma lasciamola li ! . m' è già passata Standoti appresso o gioja inzuccherata! Mi. Siete tranquillo l Tib. Sì . *Alì. Davver ? ( MI fa sfornile come per ( non aver coraggio dì dire una cosà . Tib. Sì , dico . \
Ma perchè mei domandi?
A 5 MI.
IO
Ali. Perchè .,> perchè ...
rib. Che fu ? che e' è ? eh' è nato ?
vdli. Io vi rispetto . Tìb. Ebbene ?
+4lu E assai vi stimo .
Tìb. Che tu sii benedetta !
Or dunque .«. Jtiu Voglio darvene
Una prova di fatto . Tìb. Io non t'intendo . ( con impazienza . •Ali. Udite ... ah quasi quasi mi fo rossa . Tìb. Ma parla, via, che fu Figliuola mia? •Ali. Stava { sentite un pò che brutto caso ) ( fa l'azione di quanto racconta .
Sola sola da me nel mio stanzino
Attenta a lavorare
Quando al piede mi cadde un sassolino .
Ne venne dal balcone ,* ed era a questo
Con un filo una lettera legata Tib> Cosa dite ? Che sento? Oh bricconata ? %4li. Io che vi voglio ben , voi lo sapete
M3 inquietai, m'arrabbiai 3 e nò per certo
La lettera non vò • Tìb. Ma un tal briccone
Chi fu ? Ali. Fu un tal Signore che di poi
Molto tempo parlò col Zio , e con voi Tìb. Capisco è appunto quello
Che or ora ebbe a seccarmi . Oh se potessi
Vendicarmi vorrei .... "jtlu Io ci ho pensato Tìb. E come? vili. Rimandandogli il suo foglio.
( Ali. cava un foglio sigilato . Tìb. Prima , cara però leggerlo io voglio* xAlì. Nò crederà eh' io T abbia esaminato
SS glielo renderò. dissigillato ♦
IT
Tib. Che idea ?'quant' è eccellente ? Atu Pur se voi ( in atto di dargli il foglio Lo volete tenete ... ( che Tib.lo ricusa . Tib. Oibò oibò ( bello?
( Si ^ede ben che m' ama ) Lascia .... oh Oh che pensiere originai mi viene ? Vado , e torno .... saprai .... lascia a me
( fare . oili. Fate pure signor ciò che vi pare » Voi vedete , se sons io Buona buona semplicetta Se vi parlo schietta schietta Se sq dir la verità . Tib. (Quante buona i loia conosco.)
Figlia mia ... Ali* Si nor mio bello?.. Tib. Ah perdendo vò il c^rvdìo Non mi fugge in verità. *A\u Caro , caro ...? Tib. Tristarella? Ali* lo vorrei . Tib, Cosa vorresti ? Mi. Mi fo rossa . Tìb. ( Siamo lesti Brinconcella si spiegò . ) Non temer che sarai mia . Uli. Dite. il ver? Tib. Non e è questione
• Tutta mia ... jlli. (Oh che babbione?
Ah da ridere mi fa . ) Tib. Mi yuo! bene in verità . a 2 Che piacere! Che contento!
Tutto in seno il cuor mi sento Dalla gioja palpitar. (Tib. parte . mAIu Evviva , evviva cominciamo bene»
I.»
SCENA V. r*
«En;. Q Orella mia buon giorno .
v3 Come ve la passate ? véli Non si domanda* Male. Erri. Poverina I . i
idli. Sempre in casa , serrata , • Ch' è cosa da crepar . . # ' Em. Dico , sorella
Volete voi che la facciamo bella ? \Alu Come ?
Etri. Ci siamo col Sig. Febronio Già un momento accordati Di condurvi un pò a spasso,onde venite..'. .Ali. Senza il permesso del Tutor? che dite?
Caderebbe la-casa in precipizio . Ern. Di che avete paura?
C è di là il mio Tutore . Jttì. Parlar gli bramerei ... Em. Deciso avete *
Di parlar col Tutor ? % tali. Lasciate prima
Che ragioni col Zio . Em. Vel fò venire ,
Ma un ricordo vi dò. State a sentire» Non basta esser brillante, Non basta esser vezzosa , Se un graziosetto amante Alinda vuoi trovar • Ci vuol franchezza , e spirito Ci vuol destrezza , e brio> Fa pure a modo mio E non potrai fa'lar^ (parte
>AYu -Benché sia mia sorella , io non mi fido
*3
B5 aprire a lei i! cor mte Piuttosto con lo Zio* Ch' è prudente , e amoroso * SCENA VI. Febronio , e detta . Feb. f\ H mia Nipote !
Vj/ Ebbene, e che si fa? Vedete : eccola là . Sempre coi mali umori . •Ali* Ah ! ( sospira .
Feb. Che bramate ?
Schietto meco parlate ... x/llì. Caro Zio l Tcb. Posso forse giovarvi ? %dli. Anzi in voi solo
Riposa ogni mia speme. Feb. Io son pronto
A far tutto per voi., mi conoscete ; >Alu E chi dubita mai ?...
SCENA VII. Tìbaldone , e detti * Tib. /"VU-ì che volete ?
V^J, ( bruscamente a Feb.
Feb. Non son forse suo Zio ? Tib. Sì ..sì ... ma andate ... Feb. Che Uomo siete mai ? Tib. Non mi seccate . Feb. Quel che volete, A rivederci poi. ( Ci parlerem . Farò quel che tu vuoi . ) ( alla sfuggita ad. blinda 3 e parte . Tib. Alinea ! Alinda !
(con vanagloria compiacendosi di se stesso. Dicano adesso i criticoni , s3 hanno core :
Che con tutta ragione
Deb-
Debbono dir che questa testa mia
Testa non è più già , ma un gran testone. \A\i. Non v'intendo . Tib. Son fino
Più d'una ragnatéla.* ah ! che bravura! Jtìu* Lo credo . Ma <w Tib. Perfino le gazzette
Porteran le novelle al Monopotapa-. \A\u E perchè ? Tib. Perchè .•/Senti Alinda mia...
Dimmi bravo . *Ali. E' curiosa . Tib. Dimmi bravo . ( inquietandosi .
Ali. Ma... Tib. Dimmi bravo, alla malora... •Ali. Bravo !
Bravo!., e così? Tib, L'amico
E' qui . •Ali. Non vi capisco. ( con gran movivi cfttò* Tib. Ov' è la Lettera ? Ali. Eccola . ( la trae da tasca .
Tib. Dalla a me . ( za .
Ali. Perchè ? {glie la< dà con qualche esìtem* Tib. Preparati ( mette in tasca la Lettera l
A vendicar tu stessa
|
I |
tanti |
•insulti 5 e |
tanti, |
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D' |
'un |
temerario . S C E N |
Eia . Venite ( alle A Vili. |
avanti i Scena * |
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■K |
Lucindo |
, e d( tti . |
pachiate d'intelligenza tra Lue. e Min.
Mi. T O scappo via . ( per andare .
Tib. A Nò fermati. (trattenendola .
Mu Scusate ...
Ma la modestia ... Tib- Ci son'io vi bene E' proprio' una Colomba . ) La vedete ? ( bitrbor. a Lue. accen* Mi.
15
Lue. Ho gli occhi sani... Ma non vi capisco. i ( affettando il pili alto- stupore , Tib. Non mi capisce .'., poverini..
( 'verso ^Ali.t con ironìa riguardo a Lue. Lue. Davvero ...
Chi è questa Signora ? Tib. Oh basca , basta . ( con gran forza .
Leviamoci la maschera . Lue. La maschera !
Tib. Uh! gioventù sfrontata! (pesta ì piedi. Lue. Ma Signore.
( affettando un discreto risentimento . Tib. Signore !.. ci vuol altro che Signore .
( a Lue.
A te. (QptlLySU toccz a te. L'offesa è tua.
( JélL si cuopreil viso .
Per suo rossor T ho fatto qua venire .
Ali. Udite . ( a Lue.) ( Deh mi possa or
( ben capire . ) Due diversi , e gravi ^oggetti Ho presenti/agi3 occhi miei Un mi desta dolci affetti Sdegno V altro , e orror mi fi . Lue. -mostra la pm viva segreta com- piacenza -, ma con Tib. spiega un aria mortificata . 'Tib. Ve la spiego Signor mio ;
Quel eh' eli' ama sono io , Quel eh' elfodia siete voi , « -E qui dubbio non ci sta* Lue. Sia qualunque la mia- sorte
Del destin non mi querelo : Se così dispose il Cielo ,
A 8 Ras-
ì6
Rassegnarsi 'converrà . Tib. Quest3 è poco , e' è un codino • Lue. Sono a tutto già disposto . Tib. Ecco a voi bel Signorino .
( cava la Lettera e la dà a Lue bur* beramente esaminandola con stupore . Lue. Cos3 è questa ?... Tib. EU3 è... %41U Una Lettera
( interrompendolo , e parlando artifizio* samente a Lue* che a poco a poco vi intendendo il senso delle parole di *Alin. , e ne giubbila . Che restarsi deve a voi , Né convien. per mio decoro Che sen3 parli qui tra noi * Tib. E son3 io che ve la dà 1
( con compiacenza eccessiva . Lue. Ho capito , e si farà .
( con aria giocosamente ressegnata met- tendo in tasca la Lettera + xAlu Deh colui che impresso ha un core Doni un pegno a me d3 amore •
Tib' Egli è pronto mia diletta
E la man col cor ti dà . Mi. Cara mano a me diletta !
( da la mano ad Mi. che la tiene mila destra e passa accortamente dietro Tib. la sinistra che viene baciata da Lue. Or felice il cor mi fa • Lue. Ah l voi siete a lui diletta :
( facendo credere a Tib. di parlare per Lui , e fingendo rincrescimento . Ei ia man col cor vi dàf
*7
776. Or da quello che vedeste
Persuaso resterete ... Lue* Persuasissimo , credete,
E Sfò ben' quel che ho da fare • Mu Ma si faccia immantinente
Che non so più tollerare . *4 3 iAli. Fate presto, tanto bramo, Crepi T altro ben li sta ;. Ah! k gioja mi. trasporta, Per si gran felicità . Tib. Farò presto non temere ;
Crepi l'altro, ben li sta; Ahi la gioja mi trasporta Per si gran felicità. L\it% Farà presto, non temete;
Crepi l altro- ben li sta , C Ah la gioja mi trasporta , Per si gran felicità . ) {parte Mi. con Tib. per una parie 3 è Lue. se ne va per V opposta . SCENA IX. Piazzetta come prima .. "Patacca* poi lucinda . Taf. O Ono proprio curioso di sapere 3 Come il Sig. Lucindo V ha pas- Ebben ? ( sata . ( esce Lue.
Lue. Questa è una lettera d' Alinda .
( allegrissimo. . Taf. Ma come ? Lue. Tutto a tempo ti dirò • Leggiamo
Or quel che scrive . P4f. Va benon , sentiamo .
i8
Lue. (apre e legge) „ Signore ,' mi sono „ avveduta che. mi amate , e ne siete „ corrisposto* Se avete oneste mire , 3) liberatemi dalla crudeltà' di un Tuto- 3, re v e fatelo subito . Il mio piccolo „ Appartamento corrisponde ad un Luo- >, go- Terreno in cui vi è la porta che 3, mette sulla stradella remota .- Riuscen- 5, dovi di avere la chiave di questa por- 35 ta 5 mi troverete pronta ad un Ma- 5, trimonio anche sulla notte vicina 5 ma „ questa chiave la tiene il mio Tutore 33 sempre in saccoccia ■• Confido in voi 35 se è vero s che amiate la sventurata 3> Alinda'.
( Lue. mette in tasca la Lettera > e Tat.
si concentra in se stesso •* (istessa
Se è ver eh5 io t amo ? oh Ciei I La vita
Per te darei . Patacca mio ... ricordati 3
Che m'hai promesso... ( gliere
Tat. ( come scuotendosi ) Qui bisogna to« La chiave al Vecchione allora è fatto tutto.
Lue. Non v' ha dubbio.. Ma come ?
Tat Al come or vò pensando... se venisse... ( camminando cem> uomo che è fluttuali* te fra var} pensieri . Lue, si ralle- gra , e si rammarica a tenore di quan- to dice Patacca*. Nò nò ... ma si potria ... sì si , gli dico.... Ma nò... peraltro.. .oh questo sì... ma nòr...
Lue. Ma tu mi fai morire di spavento I
Tat. V ho trovata ... sentite ( osservando.. Noi siamo fortunati. Viene Don Tibaldone
IP
Mettiamoci a parlar lì in quel cantone • ( si mettono in disparte • SCENA X: Tìbaldont seguito da un Vecchio Servitore poi a suo: tempo i suddetti . Tifa jjy) Animimi marmcttina
K^J ( parlando forte al Servitore . Ricordati di fare, buona spesa , Ghe vo davero stare, allegramente . ( il Servitore* accenna^aver capito , e parte. Ah rquell! impertinente Vuole proprio restar di pietra tenera Allorché doman sarà informato , Che mi son con Alinda maritato • Oh andiamo . ( per andare , in qmsto ( s% avanza Tatacca con paloscio al {fianco. Cappello voltato , ed aria (burbura <, TaL Servo suo ♦ (Si mette a guardarlo in
(aria mister lesa . %ìb\ Padrone mio., (mostra apprensione . (Che brutto muso«)> (per andare . *gat. E[ lei Don. Tibaldone ?
( con voce alterata . Tib* Appunto ., Tati Mi conosce ? TìbSìgnov ncr Tat; SonQ un sopravegliante Che ha Sommissione espressa Di vegliare su i Ladri, ed ho dieci Uo- Nascosti qui d5 intorno ( mini
Onde fare un arresto . Tib. La si spieghi . %at. Oh povero Si gnofc.J
( battendoli sulla spalla.} A io Tib. *
io
Tib. ( Oimi l Sarei ( con timore segreta.
Calunniato da alcun ! ) Tat. La compatisco ! Tib. (Ah "che or' ora m'arrestano!) Tat. Tanto è ver, che le voglio
Far del bene . • Tib. ( Oh ! respiro ) Tat. Signore ha una Pupilla
Sotto la sua custodia . Tib. Certamente : Tat. Conosce un tal Luclnido? Tib. Oh se '1 conosco . Tat. Sappia eh5 ei glie la vuole portar via* Tib. Briccone !
Tat, E a tale oggetto vuol rubarle La chiave della porta Che mette in la stradella . Tib. Ah i Malandrino l Tat. Io dunque coglier bramo questo Ladro Infraganti delieto onde aver causa D' arrestarlo sul fatto . Tib. Ottimamente !
Che questoavra se va colui prigonc % Tat. Ella dunque m'assista. Tib. E che ho fare > Tat. Lei •.. Ma il Òriccon da lontan seri (viene . (' osservando . Ponghiamoci entrambi all'operaie ascoltr Pe r fargli la sorpresa ' ( bene * ) Mi metto dietro a lei , M'asconda col Mantello, Siegua t consigli miei , E tutti a un colpo solo M'impegno vendicar . (Si mette dietro Tib. il quale lo eno.
2 1
pn possibilmente co?i lembi del man* tdlo ed altro suo sopra tutto un mo- mento dopo esce Lue. ) lue. Signore una mia chiave Hb in casa sua perduta , T avria , poiché n'andai, A caso mai veduta ? { Sempre più a Tib. Lue. come quello che è d'accordo con Tat. gli lascia il modo dì fare i suoi Lazzi ) TaU. ( La neghi . ) Tib. Non e vero . Lue. Eppur ... ( con aria dìffidentissima ) Tib. Non più rumori (risentito)
T?at. ( La chiave metta fuori . )
( cava di tasca una chiave e la mo- stra a Lue .tenendola per sempre in mano) lue. Per bacco ! eh' io m' inganni ? j (tirando a se la chiave. Tib. Veda , e si disinganni .. Tib. • Olà! che intende fare? ( difendendosi) Tat. •( La lasci a. lui rubare . ) Ijtc. Eccola : il segno è questo . . . ( Tib. si lascia portar via la chiave da Lue. )
La prendo . ». .. T?at. Ed io t'arresto ! . . .
( usetndo fuori impetuosamente Lue. fin* gè il pm gran timore , si lascia ca- der la- chiave > e fugge ) Lue. Aiuto! , (.fugge
verso la quinta, e raccoglie la chiave colla quale si pietie a dar dietro a Lue.) Tat. QJà ? in prigione ! Tib. Ma ...... ~ (per trattenerlo)
A il Taf.
ZI
Tat. Resti ad 'aspettar, (parte con cndo Tilt. Capisco, alla Giustizia, .
Va a far vederla- chiave ., Chi ma si gran malizia ( Tat. terna colla chiave che da Tib. ) Poteva immaginar * Tat. La chiave sua le rendo «
( rimette la chiave in tasca da cui trae una borsa > e ne Uva alcune monde che offre a Tat. i il quale fa le smorfie di non volerle nell'atto che le prende) Tib. Oh grazie mio Signore . Tat. Servita io l'ho di core .. 37& Vi prego d'accettare . ... Tat. Oh che fa lei ? le pare ? . .
Non sono già di quelli .... Nò certo . . . Son di peso ?
( a Tib. esamina le monete ), Non -serve esaminar *
( le mette in tasca ) ( LI impronto in cera è fatto
( allegro fra se ) II fabro è lesto > e bello , E sento già il martella La chiave a fabbricar. ) Servita io Tho di core ,
(aTib. che lo ringrazia ) Non c'è da dubitar . (parte) Tib. Oh ! vedete che fiore di Bargello !
(per andare) SCENA XI. Tebrcnìo 5 e Ernesta % e detto . ¥eb. A snettate Fratello.
A
Tih.- xlL Che volete!
Feb. Permettete che venga ora cor, noi Alinda a visitar la Contessala ?
Tib Che Co.ntessina!..or or qui vi volea ... Veduto avreste . ... ah ah quel signorino Adesso si che vuol galanteggiare ! Corriam tutto ad A linda a raccontare .
Feb^ Cosa diavolo ha in corpo l {parie}
Ern. Né possibile E' toelier mia Sorella Ad- una schiavitu^si indiavolata ?
Feb* Io lo^farei di core ,
Ma non vedi che bestia ha di Tutore ?
Ern. E se nascesse il caso>
Di poterla aiutar ? Feb* Mi*presterei' Con tutto il core a farlo .,
Ern. Ebbene , accolgo.
La vostra, buona, volontà frattanto .
Feb. Mettimi pure al caso , e sono qui •
Ern. Grata vi son per or basta così. {partono S C E N A X IL
Spaziosa Stanza terrena in Casa di Tibal- done . In prospetto la porta per cui s9 qscq in. Strada . Da un lato, un ramo
. di Scala^ praticabile, che conduce nel superiore Appartamento . Dall'altra par- te una porta , che introduce ad uno Stanzino terreno ^ Tutti gli Attori suc- cessivamente . .
Tjh ùldone scende dalla scala con un fanaletto da mano dì quelli r che rinchiudono in se un lume acceso , poi due sugi segua* ci .Armati con Schioppo ., *%ib» /^omc restò sorpresa la ragazza
\^J { mette in terra il fanale )
Al mio racconto ì . . ah birbo ! . . Egli<è ( prigione . • . pensando ) Si è ver .. ma non vorrei Che qualche suo collega per dispetto Tentasse a questa porta ... (accenna quella di Strada) e chi lo sa l E* per disgrafia senza catenaccio ? Ho fatto dunque bene a star in guardia . ( va allo Starnino , e chiama ) Amici 3 uscite . Io v' ho fatto venire
( escono gli armati } Perchè restiam sta notte da vicino A quella porta chiusi nel stanzino . Mille torbidi pensieri
Mi s'aggiran per la mente . Stiamo amici attentamente LI celati ad ascoltar . { entra con gli domini nello stanzino portando seco il fanale , e ne soc- chiude la porta . La scena resta oscu- ristima ) ìkli. Hi Lucindo già la chiave
( poco dopo scende pian piano blinda dalla scala suddetta )
Tolta ad arte al mio tutore . Deh lo assisti o dolce Amore S'or mi viene a liberar. 7ib* (Farmi udir .,. che sia apprensione?) (Tib. sulla porta dello stanzino) \4Ìi* ( Starò ferma in attenzione . . . )
( un momento di silenzio dì musica) A z Tìb. ( Sarà secso forse il gatto : Qui non sento rifiatar. )
2J
vAlì. ( Or che siamo giunti al fatto
Tib, rientra • %4li. resta in ascolto . viene aperta la porta di Strada , i piano piano si avanzano un poco Lu~ cindo 3 e Tatacca dopo averla soc* chiusa .
Io mi sento palpitar . J Lue. ( Fra'l silenzio , e fra l'orrore Porto il pie qui vacillante : Forza o core in tale istante , Somma impresa abbiane da far . ) ( S'avanza un poco . In questo esce Tib. e mette V orecchio a terra ) ?at, ( La ragazza , a quanto ha scritto -r Starà certo qui aspettando : Ma se falla ir contrabando Io so come rimediar, ) T/& ( Questo qua di scarpe è suono . ) Mi* ( Qui s' aggira alcuno intorno •.. )
( trova la scala ) %Lur. ( A una scala giunto io sono . • . TaU ( Non vorrei cader nel pozzo ... ) *A 4 Torno indietro.? , .vado avanti?- Mi sta incerto in seno, il core .. Un violento batticore Mi fa l'alma vacillar . Sale pian piano la Scala, e si ferma sul? alto in ascolto . tAli. ( La scala vò salire ,
Per quel che può avvenire ») Tib. ' ( Gli amici vó a chiamare , Mi voglio sincerare . )
( entra nollo Stanzino ) Lue. ( Cerchiamo la ragazza .
20
Proyiam salire in aito . ) (piano a Tat. e si mette a salire ) Tat., ( Davver che non mi sento. Di fare un brutto salto, )
( Va verso il fondo ) Mi}: . -Ascende alcun ... )j Tib. Chi è là > ( alla voce dì Tib che esce un momen- to dopo coi seguaci* e col lume , blin- da si ritira, Tat. fugge per U porta di Strada, e Luc.scende precipitosamente Che vedo ? dove andate ? Voi fuori di prigione ?
( Lue* cava, una pistola ) ErnK Che cosa mai significa
Sì grande confusione ?• ( entrando per la porta di strada che è aperta) &eb. La porta della Strada.
^entrando dietro Ern ) aperta sta a quest'ora ? Tìb. Questo briccone ....
{ centro Lue. che cavò la pistola , e \ì stare indietro, Tib. ) lue. Udite ..... y*//. Alme i; mio bel Tutore i •.,.
( esce iÀli. in cnsfia da notte scende ra- pidhmente e va a Tìb.)
Che vedo#J .., che spavento l fo vado in svenimento . ..
(fìnge svenire ) %ib* Ern, e Feb jg Coraggio , non badar .. Tib. Tutto, per lui : tirate . . . .. ( ai due seguaci, che s'impostano contro Ern. ) %Alì. Tth. Erti., Lue» $t; Fermate!
(entra con gli arnesi come alla $ cenalo*
27
eseguito da 6, sgherri armati al sue comparire tutti si mettono in gran riguardo^ e i segnaci di Tib. (alano lo schioppo l Wk vd brav ;tido contro tutti y che restano intimoriti .) Tat., Olà: fermate.., • . Itb. OimèI II sopravegliante ! Tat. Voi qui?(<? Luc.)voi l'arme in mano; Ah eccesso nuovo è strano ! Entrambi per cauzione Convienili! qui arrestar. ( accenna a. suoi sgherri Luce Tifa ) lue. Ma prima concedete . . • Tat Zitto , e vi pentirete • . . vili. Ma prima mi permetta . . . Tat. Ehi zitto la Cuffietta ... Feb. edErn* Ma.prima.un pò,ascolt?.tc ..,. Tat. Zitto ncto mi seccate Tib. Ma prima senta ii fatto Tat.. Zitto là Vecchio matto! *4li9 Ma dica quel che vuole
(risolutamente aTat.il quale sì fa ir^ dietro un poco )
Il mio Tutor cospetto Ha da restar qui in letto 3 O un diavol saprò far e Tat. Se qui' i volete in letto ? Non voglio contrastar K T V T T I. Oh che notte! che scompiglio l Che rovina ! che fracasso l La mia testa va in sconquasso i> Ed in pie non posso star * Fine dell' vitto Tximo ♦
2$
ATTO IL
SCENA PRIMA.
Sala di Locanda con due porte laterali, ed una comune in prospetto. Lucindo,poi Patacca con un Servitore*, lue. TJ strema è l'impazienza
JLL (uscendo dalla porta Laterale alla destra ) Di questo core . Ho mio destin nemico ! Tu nrhai tradito sul più bello ... ebbene? ( a Tat. ci/esce dalla Commune col Servitore ) Tat. {allegro) Gran cose l cose grandi ! Udi*. Seppi , che Zibaldone (te , udite •)
Per maggior precauzione conduce Alinda» Alla sua Casa di Campagna , e deve A momenti passare per tli qua . Lue. Possibile (al trasporto )
Tat. E per torgli la ragazza
Oh già pensato a un nuovo strattagemma. Curioso . . ho dalla nostra à forza d' oro Già i Servi dell'Albergo ».. anzi va dentro
{al Servitore ) In quella Stanza , che ti debbodare Gli ordini ....
SCENA IL Tìbaldone , blinda , un Servitore, e detti. Txb. (di dentro ) C ervitori ! . . Tat. tJ E' lui per bacco l
JLuc. Entriamo .
(entrano col Servitore nella Stanza Laterale , poco dopo escono Tib* %AÌU e un Servitore)
2&
Tw. (al Servitori) Apriteci una Stanza , e tu
Sta allegra , che lontani (mia cara)
Siamo da quel briccone .
(ad Ali che sta concentrata in se stessa £ Servitore apre una porta Laterale ) %4lk ( Ah l il meschino è prigione t. . .
Che mal di cor mi sento I . • )• Tib. Riposarti
Brami un tantino ? Alt Ne ho bisogno estremo . Tib. Ebbene fin che vò per cert'affan*
Riposati , ma voglio esser fra un ora
Alta mia bella casa di Campagna . %Ali. Si sì . ( Sorte spietata l
Se Lueindo perdei son disperata.
(entra , e si chiude)- Tib. Per causa di colui sta così male!
Ma appieno guarirà
Allora che con me si sposerà .
( parte col Servitore dalla Commune ) SCENA III. Luci tido> e Tatacca escono dalla loro porta
con somma circospezione , poi blinda . Tat. T 1 colpo è fatto . Andiain .. . . Lue. JL Parlar vo prima
Ad Alluda- . . . Tat. Eh! che diavoli . . . Lue. Tant'è fammi la guardia. ( risoluto y Tat. Ma face presto presto . A me bisogna (Tat. va sulla commune ad osservare}
Un pò di tempo per dispor la Macchina . Lue. Hai ragion . Ci direni trenta parole .,.
Ah ! la viva mia brama
Non ha ritegno . (va abattere) Alinda l
1*
Mh (aprendo) Chi mi chiama? (chiamando) {esce, s'avvede -di Lue. tutti L, e. due al trasporto • Tat. in estrema movi- mento di timore , d'osservazione di volerli separare &t.)
Mi. Giusto Ciel ! che veggio? Oh Dio. Sei pur tu Lucindo mio ?
Tat. Or stiam freschi in verità !
lue* Sì son io mio bene amato:
A z Oh che istante fortunato t
Tat. Ah che un guajo nascerà.
Mi. Fuor dei ceppi? e corneo caro?
Lue. Ah che, in ceppi ho solo il cuore .
Mi* Guai se viene il mio Tutore ■
Tat. C'è il Guardian ma fate, presto .
A 2 Presto osserva per pietà .
Lue. .Quanto oh Dio per voi mi duole .,,..
Tat. Sono ..dicerie, parole .,
mdtn. Ali con te son troppo brievi
Questi amabili momenti » • •
Tat. Le parole vanno al venti .
A 2 Caro bene ho che piacer?
Lue. Son felice . Mi. Son contenta «
Tat. Le parole sono al trenta ;
A 2 Ah pietoso alfine amore
Pur ci seppe consolar. .
Mi. Oh che gioja?. Lue. Oh che diletto I
Tat. Ma finitela cospetto .
A3r Tot. Un pochetto di prudenza
Ma piuttosto vi scrivete Se un malanno non volete Vi dovete distaccar . (gli stacca, ma eglino tornano repli*'
. 3i
attamente ad unirsi , finché Tate spinge >Alin* dentro della sua porta alla destra , e strascina seco alla si*- nistra Lucindo . ) pat** Lue*. Si che sposi alfin saremo
Vengo... attendi-. un sol momento. Che violènza al cor mi sento Non mi so da voi staccar .
(partono tutti tr&come sopra ) SC E N A I V. Febronio j ed Ernesta introdotti da un Servitore , poi Txbaldone . Seb. O tatevi pur tranquilla
3 ( Ern* sì mostra agitatisi.)
Se Alinda non troviamo Noi addietro di certo non torniamo • Erti* Oh povera sorella i Si può dare di peggio ! Feb. V'assicuro %*. J
Che se sapessi . . . . ho ben trovato i
( esce- Tìb. il quale al vedere i due sud- detti si ferma , arrabbkmduì seco stesso .) Tib. (Il diavolo Che ti porti . )
{.vivam. a Tib, che non le bada % Em. Signore dove sta
La mia sorella ? . Tib.. ( Non le vò dir niente . ) Feb. Mormora apertamente
Di voi ciascun, che vi fate. tiranno D'una povera giovane . Tib. Che affanno !" ( con caricatura X
Chi 'sì prende taf brighe l Em. Quand'altri non ci fosse cison'io
I»
Dove sta mia sorella > Teb. Dov'è quella ragazza ? Trk E\ f y . dove tocca . Teb. Risposta sorprendente! ( Ern.s "inquieta Non v'inquietate . Io so quel che ho da E cosi , dir volete , (fare .)
Dov'è questa ragazza ? Tib. Signor nò ! *cb. Corpo di bacco! lo , io la troverò! Se fosse sotto terra
Trecento, e tante miglia, A voi farò tal guerra Che a trarla fuori avrete ; O cederla dovrete A chi s'aspetterà . Vedete là il ragazzo ,
Che vuol far t amorino I Vedremo , Vecchio pazzo*, Vedrem chi vincerà •
(prate, dalla Comune ) Tib. ( Vò sbrigarmi con arte di costei . } Erti. Né palesar volete? . . , Tib. Voi tanto mi stringete Che negar non vi posso Questa sodisfazione.
SCENA V. Lucindo col Servitore di tanto in tanto sulla porta in ascolto , e osserva . Ern. FJ bben'dov'è ? Tib. li Lì dentro .
( accennando la stanza di Lue. ) Ern. Oh mia sorella !
{corre nella stanza appena entrata 77& serra colla chiave la porta ) Cosa fate ! (rf/ dentro}
35
Tib. Canta , canta , or scappiam colla ragaz- Da questi seccatori . Alinda I ( za
{batte forte alla camera (TtAli.ma còia* ima piuno ) JLU (opre) Son qui l . . . Tib. Presto , venite ....
{ parlando a mezza voce , ed Incammi- nandosi in aria sospettosa e guar- dinga alla porta del fondo . ) *Ali. Che vuol dire I (si ferma a guardarlo )
Voi mi fate stupire . Tib Zitto , e andiamo (sollecitandola )
xAll Perchè questi riguardi ? Tib Quanto ci vuol ? (con impazienza) %Ali. Spiegatimi di grazia . . • Tib. Eh di grazia finiam le seccature . Mi. Ma . . , Tib. Venite una volta .
( prendendola per mano per condurla 4 forza difendendosi ) %Ali. Perdonate . « . *
Vò prima . . . Tib. Eh cospettaccio l . . . >
S C E N A V t febrpnio , e detti , poi Ernesta , e il Servitore , Feb. £7* osa fate ?
V^i Dov'è Ernesta? Tib. Noi so ! Su via venite .
{ ad Mi. eon ira per condurla , ma Feb* lo impedisce ) Feb. Fermo olà ! vò sapere Ern. Aprite, aprite . i /r dentro , e forte ) Feb. Ernesta I {con sorpresa di luU che ^li.) Ern. Sono io * (Feb.aprey esce Ern* poc$
H
dopo UServ. ch'era con lei esce inosse?* <vatO) e parte dalla Comune ) \Alu Cara Sorella !
( 5Ì svincola da Tib. e corre ad Ern. ) Ern. Egli mi ha chiusa a chiave . . . Egli è un poco di buono ....
{accennando T>i> con disprezzo) iÀli, Oh dio che intendo ! Tib. Seguitemi cospetto 1 o naseerà ! Un gran/diavolo qui! . .*, .
( per tornare a prendere risolutamente blinda per mano ) \Ali. Ma via fermatevi Tib* Non signor no vò replico ... venite .,. {per forzarla a partire) JLVu Ma che insolenza è questa ? Tib» Io così voglio . *Al\. A me la forza ? . . . A me ? . . .
10 non merto strappazzi ... Eppur vedere Quanto deggio soffrir > ... La forza ... oh Sento ghiacciarmi il cor.- . . (Dio)
11 passo mio
E'incerto ..^Ernesta ohimè sostienimi ! oh
(Dio . (finge svenasi)
Tib. Poverina che fu ? presto delTaccqua....
Ernesta. ..ah no qui resta... Andrò. ...pecca-
Vedetc , che accidente indiavolato . (to ?
(parte) uAli. E partito *.. ah ah ! ah! (ridendo)
Ern. Tieni . . • Mi. Che foglio è questo qui? Ern Lucindo ... Zitta ... diìn Ebbene? Ern. Era là dentro . *.
(accennando la porta per dove è uscita )
m
Kachiuso , e me Io die pieno d' amore Dicendo 1' abbia Alindacol mio core . 'Tib* Ecco l'acqua. Alinda ..♦ Oh cos'è stato? sAlì. Non occorre o . . dirò . . • Tib. Ma l'accidente
Mi. Ah son guarita già non ho più niente. Tornò la bella pace A consolarmi il cuore L'affanno ed il dolore Signor m'abbandonò . Andiam se lo bramate , (a Tibaldó). Andiam se lo volete, Suon buona lo sapete. Non merito rigor * Donzcllette innamorate
Se ottener vogiiam l'intento Ci vuol qualche.sv%pimento Spesso fingere convien . T/#. Poveefna'quant'è buona ?
/Ah ne son proprio contento §i scatenasul momento , Ma poi fa* quel che mi par . Erti. Feb* ìl babbion tutt'è contento ?
L'ha saputo corbellar . Ftb* E'divenuta pazza tua sorella ? Ern. Tutto altro . In quella stanza ritrovai Nascosto il suo Lucindo . . Zibaldone Certo" non lo sapeva . Feb. Oh ! Ern. Per Alinda -
Un biglietto mi diede . . . Tante cose mi disse.... Vcb. Andiamo a lui . Em- Oibò , ch'Egli con quello Che credere si fé sopravegliante
Una macchini ha ordito: Si calò dal balcone , ed è fuggito : A oggetto d* arrivare Prima di Tibaldone
A un certo luogo ... ho sarà bella invero! F&b, Quanti imbrogli . Ern. Vedrete .,. Venite.*., vi dirò ... noi pur dobbiamo Seguire alla sua casa di Campagna Don Tibaldone , ed utili potremo Essere a mia sorella Vi ricordo la parola . Feb. E son pronto a mantenerla .
Ma ancora io poi saprò . Ern. Andiam . Per viaggio il tutto vi dirò •
(partono) SCENA VII. Spaziosa saì% terrena nel Palazzo di Cam- pagna di Tibaldone con quattro parte la- terali, ed un portone d'ingresso nel fon- do . Sedie , e Tavolino con l'occorrente da Scrivere . LtKìndv vestito da Militare con baffi . Lue. O arai contento* alfin tiranno amore ? lJ Ecco per te cambiai di vesti, e sono Militare per te . Trovassi almeno Un cuor sincero , e che serbasse fede , Ma folle chi vi crede Chi si fida di voi . La fedeltà In. cuor di bella Donna mai con sta i Ragazze liete belle , E assai carine ancor ; Ma perde fin la pelle Quel che vi dona il cor , Giurate affetto è vero »
37 Costanza , fedeltà*;
Ma per un quarto d' ora E niente più si sa . Eppur con tanti guai Avete un che negl'occhi Che noi poveri Sciocchi Cediamo. alla beltà. Per questo che si amabile Sposar vò Alinda bella. Ah ! fra soavi palpiti Godrò felicità . Tibaldonc. dovrebbe esser venuto Con la ragazza. E cosi breve il viaggia Dalla Locanda a questo luogo .»* parmi...
(ascolta) Sì certo ; è una Carrozza ... s'è fermata... Amici .... attenti agl'ordini , ed avrete ( chiama a una porta , escono due ve- stiti da Soldati , e si mettono in guar- dia al portone , stando però dentro in modo da non esser veduti s$ non da chi entrò già in sala . ) Denari quanti mai voi ne vorrete •
(entra in una Stanza later. )i SCENA Vili. ^Poco dopo esce Tibaldone con blinda : li siegue il Vecchio Servitore veduto nella Scena X. dclV atto primo , ed una Valigc in spallai Entrato Tib. in Sala con Min. •* accorge allora dei Soldati i quali im- pediscono al Servitore d'entrare : Tib. re- sta da prima come sbalordito , poi vi gre dettamente rimettendosi . *d\u mostra con
Tik
$1
Tib. la più grande sorpresa , ma seco stes- sa f allegra . Tib. /"""* He diavolo !.. ho sbagliato ! V^ ( stropicciandosi gli occhi f e guar* ( dando per tatto . Ho gli occhi foderati di prosciutto! Ma questa è casa mia . \Alì. ( E' cosa da scaldar la fantasia < ) Tia. ( va alle Sentin. ) Dicano .... quello ( lì è il mio Servitore ... Lo lascino passar ... { le Sentin, burbu- £ rumente di nò ) sia per non detto ,
( ritirandosi .
Va via . ( al Serv* che parte) che abbiam
( da fare ? (ad Mìtu
jili. Per prudenza in Città direi tornare •
( a mezza voce affettando timore .
Tib Tornare addietro l La sarìa famosa .
Entriam qui dentro , La perdoni ...
(per entrare in una delle Stanze ta~
(ferali; ma comparisce una Sentinella che
( lo fa dare indietro : e così successiva-
( mente ad ognuna delle altre tre porte .
\A\\. ( Buono ! ) ( ride fra se ♦
Tib. Scusi .... ( a un altra porta •
,All ( Meglio . )
Tib. Ho fallato .... ( ad altra porta .
&& (Viva!)
Tib. Ho sbagliato .. ( ad altra porta ) ah co- (spctton di bacco ! (venendo avanti .. Qui proprio in Cas3 mia . Ho da soffrir .... ^Ali. Silenzio $ e andiamo Via ♦ ( come sopra. Tib. Come?
39 SCENA IX.
Tatacca da Capitano bizzarramente vestito , e in piena caricatura con baffi 9 Lticindo , e detti . Tat. nPUtti al Moschetto .
L ( di dentro a gran voce .
Tib. Bagattelle! ^4 li. Per carità scappiam.... *Pat Bruciarli vivi . ( come sopra .
*4ii. Ma andiamo ♦ Tib. E gambe in spalla .
( s' incamina verso il portone per scap- (pare frettoloso ; ma usci. a blinda ( le Sentinelle gì9 impediscono di sor- ( tire . Addio Mondo! son fritto! ( resta indietro. Tat. Disertar! che delitto ! (esce con aria ( fiera , seguito da Lucindo fingen- ( do ambìdue non veder Tib al. Lo voglio moschettato , Almen tredici volte ; e dopo ancora Che fatta gli sarà lamella festa, Tremi del Capitanò spaccatesta . Lue. Ma Signor Capitano , s3 è cercato*
Si può dire sott3 acqua. Tat. Eh voi vedrete
Che quando poi si vuole, si ritrovi. Lue. Creda ... Tat. Da me ne avrete ora la prova .
(si volta, e finge allora avvedersi dì { Tib. lo fissa mezzo rìdente &c. Ah ah ! Tib. ( Sono spedito!) Wat. Che fortuna l
Che sorte . Tib. Signor mio .t. ( con tintore grande /
4° Tat. E Lui ... è Lui . »;
( allegro a Lue. accennando Tib.
Tib. ( Se ride , non e' è male . )
Tat. Vedete , che bel Vecchio i
.Tib. (Oh via respiro.' )
Tat. Si può meglio dipingersi }
Tib. ( lo dipìnto!)
Tat. In somma è Lui. (a Lue*
Lue. Si è desso •
Tat. Ah scellerato ! ( in furia battendo il
( bastone in terra .
Tib. Io ! ( tremando ..
Tat. Finger osi ancori chi sei ? Tib. Io sona
Don Tibaldone • Lue. e Tat Bravo! Tib. E questa è Casa mìa . Tàt. Basta così »
Questo qui è il Quartier Mastro-»
E tu ..* sai tu chi sei ? Tib. Signor sì... e Signor nò*. Tat. Tu sei Trincia-polpette »
Nostro Tamburo ♦ Tib. Io! Tat. Certo.
Lue. Hai disertato!... (rapidam. tutti (Tue* Tat. Ti sei sfigurata. Lue. Ma sei Trincia-polpette dichiarato... Tat. E fra poco sarei qui 'moschettato . Tib. Signore ... con la guerra
lo non ho parentela .... Tat. Olà prendetelo ( ai Soldati che sì mei* Fra Farmi,.. ( tono a guardare a vista Tib. Tib. Ajato, aiuto .
SCENA X. blinda dal fondo, e detti.' sAli. A H l che mai vedo i
LA
TaU £\ A tempo voi venite
4T
Per vedere un spettacolo perfetto • Morire per saluto d' un Moschetto . Ali. Cornei cosa!.. Signore....
E' quegli il mio Tutore . Tat. Che sento ! è questa un arte sua ! che Lue. Che malizioso I (furbo!
wf//V Ah nò, Signori nò'. F/ vero quei che ho detto .' Abbiate compassione Di quel scimunitaccio . Vedete quel bruttissimo mostaccio ? Vedete quella cera da assassino? Tutto vi dice ch'egli è un Uom meschino.. T!b. ( Buon avvocato affé. ) Tat. Non più: è decisa • Vada al Moschetto.
( I Soldati fanno un passo contro Tilt.. Tib. ALinda!.*. {raccomandandosi.
tAìì. Ah nò ... fermate •«• Tat. Che osate voi ? %Ali. Vi supplico ascoltate •■
Pria che soffra quel meschina Così barbara disdetta r Contro me la baionetta Io vi prego di vibrar . Lue. Con le Donne non sta bene Di trattar sì bruscamente Ci convien più dolcemente TI bel sesso castigare . Tat. Io per me non guardo tanta Pel sottile o per il grosso , Ma dò dentro a più non posso Quando voglio fulminar . Tib. (Se la fanno tra di loro,
4S N
E frattanto poveretto , Quattro palle di moschetto , Mi verranno a salutar . ) Mi. Sia qualunque voi volete (risoluta.
10 noi lascio qui ammazzare . Ttb. ( Benedetta f quest' è amore.) Tat. Segretario- che ho da fare* (a Lue* Lue. Mi commove il suo dolore..
( Tat. si pone in aria caricatane grave . Mi. Deh vi prego».. TaL Sto pensando ! ( ad Mi.
Mi mette a gran cimento l A 4 Che terribile momento
11 mio sangue fa gelar» Taf. Orsù 5 per farvi grazia
Lo tenterò salvare.
a 3 Viva il suo cor magnanimo
ha Comandi che , da fare ? ho
Taf . Soscriva un foglio in bianco j Si renda a discrezione } La donna resti ostaggio , Dia pronto a me un milione f E poi ... sperar potrà ••
Tib. ( E* meglio affé il moschetto. )
Lue. Mi. Da bravo , soscrivete .
Tib. Ma quel milion 1 Tat. Cospetto ì
Lue. Mi. Al resto v' opponete ?
Tib, Nò ma un milione pronto ....
T*at. Via , prenderò un a conto .
Tib. Soscrivo , e sono qua .
( mentre nja al Tavolino per sottoscrive* ( re seguito da Tat Lue. si trattiene l con Minia con cautela »
43
MC. (Vi sono alfin vicino!) *at. Sia nitfdo il carattere . min ( LUcindo mio carino f) ib. Ecco soscritto il foglio • yat. Se vuole andar , lasciatelo
( ai Soldati che partono tutti dal fondo . Ma -fin che vicn f a cowfo V ostaggio' resti qua . Tib. Or tosto quest* a conto Da me a pigliar si va . kA 4
ttb. ( Qual contrasto mi fa in petto La' paura col dispetto! Tutto il sangue in aito ., e a basso Io mi sento rivoltar . )
Tib. e Mid. Obbligata senza fine
10 la debbo ringraziar .
Lue. Tat. Quando posso , fo del bene ;
Non dovete ringraziare . LucMìJPaU ( Qual contrasto mi fa in petto
11 piacere col diletto
Tutto il sanguetta alto, in basso . Io mi sento rivoltar . ) ( parte dal fondo , e gli altri tre entrano ( in una Stanza Laterale . SCENA XI. Febronio , ed Ernesta. Jeb* C Entfste?
Ern. Jj Tutto , e quanto m* ho goduta ! Cr Lucindo sul foglio sottoscritto Da quel babbeo scrive il nunzial Con* Fcb* Sta proprio ben la burla ( tratto .
A que!l5
4f
A queir Uomo indiscreto « JEr^z Si, egli, è vero; (osservando
Ma mettiamci in disparte; Torna vostro fratello . Feb* Ed il resto godiam che pure è bello .1
( sì ritirano . SCENA XI L Tìbaldont con an Vomo che porta un sacchetto di monete 5 poi Tatdcca . Tìb. TVyf Etti sul tavolino quei denari ; JlVX E ringrazia di nuovo il mio fat- ( tore . .(t: uomo eseguisce , e parte . Ma dov3 è il Capitano ?
( esce Tat. con Soldato. ' Tat. Ebbene • Tib La prego
D' accettar quel!5 a conto Tat. Quanti sono? Tib. Son mille scudi • Tat. A conto d'un milione 1 (confuoco.
Farei quasi spararti un moschettone . Tib* Se non li vuol » li porto via .... Tat. Nò nò*.
Non ricuso per massima danari. Portali dove sai . ( al Soldato eh* esegui*
(sce, e parte . Tib. E T ostaggio ove sta ? Tat. Attendete , e vel mando adesso qua. jà SCENA XII I. Detto , poi blinda , in fine Lucindo . T&. ^E altro non fosse, avrò ricuperata: w3 La mia pupilla . Cara ! quanto
( amore La mi mostrò... (esceMìn*
41
i!?/. Signore...; #
fó. Scappiamo gioja mia da questi diavoli ( esce Lue. che lo trattiene , mentre vuol ( partire con blinda . uc. Dove ? ( fieramente .
iv Porcai r« «w'o Lue. Ebben ?
#, E meco
Parte V ostaggio . uc. Chi? la moglie mia? (fiero *
ib. ( a//' estremo stupore ) Un altra ! . . co- ( me !... cosa ? ( addili* iti. Si Signor , Son sua Sposa •
ib. Sua Sposa?.. {scuotendosi.
Ili. Che stupori ! non avete
Sottoscritto il contratto?
[ib. Io!
M Così presto
Perdete la memoria? [ib. Come diavolo va codest' istoria? lue. A voi . La firma è vostra ?
( gli mostra il foglio &c. [ib. Ah U si .... (battendosi la fronte . Aii. Di rosa Or dunque vi lagnate ? Voi di me disponete : Io mi rassegno, e voi ve ne dolete? \tih Cosa parli? cosa dici*
La mia firma... quel contratto ••• Lui... lei... il foglio... il Capitano!- Or capisco... oimè che ho fatto i Ah ! da tutti son tradita. Ne mi so dove salvar «, £ tu ir. si , tu sei la rea!
Da
, *
II
4*
Da tè il tutto dipendea . Se urta dice nò , non voglio* Nulla seco si può .far • Voglio indietro i miei denari •.. La mia firma fu truffata
( Lue. lo minaccia Eh! per scherzo m' è scappala ... ( Lue. e Ali. si vezzeggiano Bravi!. .fecciano,non parlo.. (fra dem\ ( Ahxhe il sen mi rode un tarlo, E scoppiar mi sento il cor . )
( parte dal fonde i SCENA XÌV, Febronio , Ernesta , e detti • Feb. À H ah ...• ( escono ridendo
Ern. JL\ Ah ah ... %Alu Sentite non vorrei 3 Che il povero Tutore Desse volta al cervello . Ern. Fatelo qui tornare • ( a Feb. .
Lue. Sì sì - Pensate bene %Alu E vi prego la cosa a lui spiegare» Feb* Già convìen che la tenghi ... oh pove Portiamogli ora il resto delSorbetto. (retto ( Feb parte dal fondo SCENA ULTIMA. Tutti successivamente . L«r. fpf Ara giungemmo alfin de* nostri V-> ( affanni
Ern. Amor vi consolò. jilì Bell idal mio .
All'eccesso non reggo del contento Lue. Ah : più belio non v' è d3 un tal mo
( mento ,
47
ut.Mi. Car° Spos amato bene a r a
Più brama" non sa il mio cuor
Fortunati ognora insieme
Noi vivremo in seri cT amor . i\rn. Godo anch' io del vostro bene
Nei mio sen ne brilla il cuor
Voi felici , che vivrete qj Lieti ognora in sen d' amor .
Ili. Caro Sposo . Me. Amato Btne .
z Qual contento qual piacer • Irti. Ecco alfin k vostre pene
Terminarono in piacer. ,£nr. Ern. Son felice
Voi felici . Ali. Lieta io sono. $ Ah! che amore un più bel dono
Nò di questo non può dar . Pat. Permettete miei Signari
Che sen venga il Capitano
Dei felici vostri amori Un pò qui a partecipar. %Ali. Caro sempre ci sarai . Lue. Quanto vuoi da me otterrai . Tat. Grazie mille al vostro coce
Cresca ognora il vostro amore •
4 4 &at. Erri. E fra lieti , e bei contenti
Ei vi faccia giubbilar . Lue. e Alt. Si fra lieti , e bei contenti
Noi n* andremo a giubbilar . Tib. Eh lasciatemi in malora !
( esce Tib* e ome portato a forza da Feb.
Io non vò più travedere , $eb*edErn. Eh venite alla buon'ora
Che vi bramano vedere . %4Xu Deh perdono o mio Tutore «... Lue. Fu di tutto causa amore .,. Tib* E i miei soldi dove stanno ? vili. Son regalo per Patacca
E' un acconto dì mia dote . Tib. Dunque a me non resta un acca . %A 3 Si , vi resta il mio rispetto » Tib* ( Oh ! finitela cospetto 1
Tanto fa... non c'è più caso.) Gli altri y. ( Egli or or si è persuaso.) T/£. Vi perdono .... Gli altri 5. Evviva! evviva I Ttf. Ma di quello eh' è successo
Non si debba più parlar . T p T T I . Viva, viva dell'amore
E la forza ed il portento
L' oda adunque di contento
Lieta voce risuonar .
IL FINE.